La cappa è una particolare andatura che permette di affrontare il cattivo tempo o di attendere che passi, se proprio non c’è alcuna possibilità di sfuggirgli.

Molto spesso la cappa viene confusa con la panna ma le due andature sono molto diverse.

Quello che bisogna fare nel bel mezzo di una burrasca è, innanzitutto, cercare di mantenere il controllo dell’imbarcazione.

 

Possiamo distinguere due tipi di cappa:

  • la cappa secca
  • la cappa filante

 

Nella cappa secca tutte le vele sono ammainate e l’imbarcazione viene trascinata del vento e dalle onde. In questa condizione la barca tenderà a intraversarsi e a prendere le onde al traverso e, per cercare di limitare questa tendenza, si può fissare il timone all’orza (in modo che porti la prua ad allinearsi al vento e alle onde).
Se lo stato del mare aumenta e si rischia di scuffiare, bisogna filare un’ancora galleggiante da prua, in modo da tenere la barca allineata con le onde.

Funzionamento dell'ancora galleggiante
Funzionamento dell’ancora galleggiante a paracadute

Nella cappa filante, al contrario, se abbiamo già terzarolato (ridotto la vela) al massimo, si usano la tormentina e la randa di cappa per far muovere l’imbarcazione di quel poco che basta a mantenere il controllo. In caso di necessità, anche nella cappa filante si possono utilizzare delle “ancore galleggianti” filate da poppa, più propriamente dette spere.

Funzionamento delle spere come ancore galleggianti
Funzionamento delle spere

Riguardo alle vele da cappa bisogna notare un paio di cose: innanzitutto entrambe sono cazzate al massimo al centro; inoltre, la randa di cappa non ha stecche (batten) e non è collegata al boma, che invece viene fissato in coperta.