Le ancore sono oggetti pesanti e dalla forma particolare utilizzati sin dall’antichità per trattenere le imbarcazioni in un punto preciso, evitando che vento e corrente possano farle spostare.

I più antichi esempi di ancore consistevano in semplici pietre o ceste colme di sabbia o ciottoli con un cavo/cima che le manteneva collegate alla barca.

Ancora primitiva di pietra
Immagine disegnata da Aldo Cherini

Con l’avanzare delle tecnologie, i materiali prevalentemente utilizzati per questi importantissimi elementi sono diventati il ferro, la ghisa o l’acciaio. Possono essere tenute collegate all’imbarcazione per mezzo di cime o catene e il loro peso varia in funzione della lunghezza e del dislocamento dell’imbarcazione stessa.

 

Forma delle ancore e tipologia di fondali

Sebbene esistano diverse tipologie di ancore, la forma e gli elementi costitutivi sono sempre gli stessi e sono perfettamente riconoscibili nell’ancora ammiragliato: la cicala è il maniglione che connette la catena all’ancora; il corpo principale è costituito dal fuso mentre il ceppo è posto trasversalmente ad esso e permette all’ancora di mantenere la posizione corretta; il diamante è l’incrocio tra il fuso e i bracci e in corrispondenza di esso è spesso montato un altro maniglione collegato alla grippia, una cima o catena utilizzata per salpare l’ancora nel caso risulti “incattivita”, cioè bloccata tra le rocce; ogni braccio è costituito dalla marra e dalla patta; a sua volta la patta è formata dall’unghia e dall’orecchia.

  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato
  • Parti delle ancore e ancora ammiragliato

Di base possiamo riconoscere cinque maggiori “famiglie” di ancore:

  • ancore a ceppo (ammiragliato, Northill): adatte a fondali diversi ma abbastanza pesanti e non adatte alle piccole imbarcazioni.
    Ancora Northill
    Ancora Northill aperta
    Ancora Northill
    Ancora Northill chiusa
  • ancore a vomere (CQR, Delta, Kobra, Brake): molto efficaci su sabbia e rocce ma fanno poca presa sulle alghe. Piccola curiosità: l’ancora CQR è chiamata così come abbreviazione della parola inglese “secure”, cioè “sicura”.
    ancora CQR
    Ancora CQR
    ancora Delta
    Ancora Delta
    ancora Kobra
    Ancora Kobra
    ancora Brake
    Ancora Brake
  • ancore a cucchiaio (Bruce, Spade, Rocna, Ultra): la larghezza delle loro patte produce grande resistenza che le rende ottime su fondali sabbiosi o fangosi.
    ancora Bruce
    Ancora Bruce
    ancora Spade
    Ancora Spade
    ancora Rocna
    Ancora Rocna
    ancora Ultra
    Ancora Ultra
  • ancore a marre articolate (Danforth, Hall, Fortress): hanno la caratteristica di avere il diamante snodato che gli permette di orientare le marre verso il fondale e di fare presa. Ottime per fondali sabbiosi o fangosi, non lavorano bene o addirittura scivolano su fondali di alghe.
    ancora Danforth
    Ancora Danforth
    ancora Hall
    Ancora Hall
    ancora Fortress
    Ancora Fortress

    Il funzionamento delle marre articolate è ben mostrato qui di seguito.

    funzionamento delle ancore a marre articolate
  • ancore a grappino o a ombrello: sono ancore di costruzione semplice adatte a piccoli natanti.
    ancora a grappino
    Ancora a grappino
    ancora a ombrello
    Ancora a ombrello

Altre due categorie a parte sono quelle delle ancore permanenti e delle ancore galleggianti.

Le ancore permanenti sono molto pesanti e non devono essere sollevate a bordo. Possono semplicemente essere costituite da blocchi di cemento, piuttosto economico e facile da formare. Un’ancora permanente viene detta anche corpo morto.

Le ancore galleggianti possono essere di due tipi a seconda della loro funzione: a paracadute e a trascinamento. Lo scopo del loro utilizzo è quello di mantenere il controllo dell’imbarcazione in condizioni meteomarine difficili ma tra le due tipologie esistono delle differenze sostanziali. Quelle a paracadute sono in genere filate di prua con l’imbarcazione a secco di vele e mantengono l’imbarcazione allineata con le onde, aiutando ad evitare che si intraversi. In questo senso, questa tipologia è da considerarsi più propriamente un’ancora galleggiante. Quelle a trascinamento (anche dette spere), invece, sono formate da una serie di coni e, filate da poppa anche con barca in movimento e vele issate, rallentano la planata dell’imbarcazione che, spinta da un frangente, richierebbe di intraversarsi o ingavonarsi.

ancora galleggiante a paracadute

 

Tipologie di ancoraggio e regole di sicurezza

 

Ancoraggio alla ruota

L’ancoraggio con una sola ancora è detto anche “ancoraggio alla ruota” perché in base alla corrente o al vento la barca tenderà a ruotare attorno all’ancora con un raggio pressoché pari alla lunghezza di catena o cima filata (calumo).

ancoraggio alla ruota

Ancoraggio con ancore appennellate

In caso di cattivo tempo è utile effettuare un ancoraggio con ancore appennellate, ponendo, cioè, due ancore una di fila all’altra: la seconda ancora (quella di rispetto) viene posta anteriormente a quella principale e viene collegata al diamante di essa. Tuttavia, con questa configurazione l’imbarcazione tenderà comunque a ruotare attorno all’ancora principale come nel caso dell’ancoraggio alla ruota.

ancoraggio ad ancore appennellate
ancoraggio ancore appennellate

Ancoraggio con ancore afforcate

Per evitare l’eccessivo movimento attorno all’ancora, è possibile afforcare le ancore, cioè disporle con un angolo di 45° tra di loro in modo da “bloccare” parzialmente la rotazione attorno ad esse.

ancoraggio con ancore afforcate

Quanta cima o catena bisogna filare per un ancoraggio corretto?

Le norme prevedono che la lunghezza di calumo vada a 3 a 5 volte la profondità del fondale. In caso di cattivo tempo, questa lunghezza dovrà essere anche maggiore.
Ma qual è la ragione? Dipende tutto dal sistema di funzionamento delle ancore: il loro peso da solo non basterebbe a tener ferma l’imbarcazione ed è necessario che l’ancora “faccia testa“, cioè che si blocchi saldamente o incastrandosi tra le rocce o conficcandosi nel fondale. Per fare in modo che le marre affondino nel fondale è necessario che il tiro sull’ancora sia quanto più parallelo possibile al fondale. Un tiro più verticale tenderebbe a farla spedare, facendola arare e perdendo la presa.

ancora che speda

In un ancoraggio corretto si può vedere come anche il peso della catena contribuisca a mantenere il tiro parallelo al fondale. Questo comporta il fatto che se il calumo è composto solo da cima e non da catena, sarà necessario considerare una lunghezza maggiore per avere una presa più salda.

ancoraggio corretto
Ancoraggio corretto
ancoraggio non corretto
Ancoraggio non corretto