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Le disposizioni sull'obbligo di assicurazione per responsabilità civile (decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni) si applicano:
a) a qualsiasi unità galleggiante
b) a tutte le unità da diporto come definite dal codice della nautica.
c) a tutte le unità da diporto come definite dal codice della nautica,con esclusione delle unità a remi e a vela non dotate di motore ausiliario.
Un motore fuoribordo è soggetto all'obbligo di assicurazione (decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni):
a) solo per le potenze superiori a 2,5 cavalli.
b) sempre.
c) solo per le potenze che richiedono la patente nautica.
Le disposizioni sull'obbligo di assicurazione per responsabilità civile (decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni):
a) si applicano anche ai motori muniti di certificato di uso straniero o di altro documento equivalente emesso all’estero, se impiegati nelle acque territoriali nazionali.
b) non si applicano ai motori muniti di certificato di uso straniero o di altro documento equivalente emesso all’estero.
c) si applicano ai motori muniti di certificato di uso straniero o di altro documento equivalente emesso all’estero, solo se impiegati nelle acque territoriali nazionali oltre 3 miglia dalla costa.
Le disposizioni della disciplina della navigazione delle unità da diporto contenute nel codice della nautica sono completate:
a) dal Regolamento di attuazione al codice della nautica.
b) dal Codice civile.
c) dalle disposizioni speciali.
Per quanto non previsto dalle disposizioni del Codice della nautica, si applicano:
a) le disposizioni speciali.
b) le disposizioni del Codice della navigazione.
c) le diposizioni del'Autorità prefettizia.
L'attività di assistenza e traino:
a) è consentita con riferimento a imbarcazioni e natanti, previa sottoscrizione di una polizza assicurativa e comunicazione alla Capitaneria di porto competente.
b) è consentita con riferimento ai soli natanti, previa comunicazione alla Capitaneria di porto competente.
c) non è consentita.
L'esercizio abusivo delle attività commerciali con unità da diporto:
a) è soggetto alla sanzione da 2.775 a 11.017 euro.
b) è soggetto alla sanzione da 276 a 1.377 euro.
c) è soggetto a diffida.
Con contratto di leasing nautico si intende:
a) il finanziamento posto in essere da una banca o intermediario finanziario consistente nella concessione in utilizzo, per un determinato periodo di tempo e dietro il pagamento di un corrispettivo periodico (canone), di una unità da diporto.
b) la locazione di una unità da diporto, senza diritto di riscatto.
c) il leasing nautico non è applicato alla nautica.
L’utilizzatore di un contratto di leasing nautico:
a) ancorché non proprietario dell'imbarcazione, assume tutti i rischi relativi al perimento del bene.
b) poiché non è il proprietario dell'imbarcazione, non si assume i rischi relativi al perimento del bene, a meno che non derivi da una sua grave imperizia.
c) non è mai responsabile del perimento del bene.
In caso di violazioni da parte di una unità in leasing di disposizioni in materia di navigazione che prevedono sanzioni pecuniarie:
a) l'utilizzatore a titolo di leasing dell'unità è obbligato in solido con l'autore delle violazioni, se persona diversa.
b) il proprietario dell'unità (soggetto finanziatore del leasing) è tenuto al pagamento.
c) le sanzioni sono suddivise tra il proprietario dell'unità e l'utilizzatore in leasing.
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